Monza (giovedì, 11 settembre 2025) — I sindacati della polizia penitenziaria hanno fatto una denuncia unitaria delle condizioni del carcere di Monza, tanto che gli agenti minacciano lo stato di agitazione. Urge ricevere risposte dal Ministero della Giustizia, dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (DAP) e dal Provveditorato regionale della Lombardia.
di Ludovica Fusca
I sindacati della polizia penitenziaria hanno effettuato una denuncia unitaria per segnalare le condizioni inumane del carcere di Monza. I detenuti sono 740 al fronte di 410 posti, determinando un forte sovraffollamento e detenuti costretti a stare su delle brandine pieghevoli; ci sono cimici e casi di scabbia, e gli agenti della penitenziaria sono troppo pochi: ne mancano cinquanta.
È estremamente fragile il trattamento riservato ai detenuti con patologie mentali, che vengono trasferiti senza le adeguate risorse per poterli gestire. Alcuni detenuti chiedono l’isolamento per cercare di sfuggire ai disagi. Mancano formazione specifica, supporto psicologico e personale sanitario, mentre gli agenti penitenziari sono esausti e condannati a fare turni massacranti e senza riposi.
La situazione è insostenibile e gli stessi agenti minacciano lo stato di agitazione, chiedendo provvedimenti seri da parte del Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (DAP) e del Provveditorato regionale della Lombardia.
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