Monza (giovedì, 5 febbraio 2026) — Sanna Marin è ricordata, o almeno dovrebbe essere ricordata, per essere stata una leader dalla carriera brillante e la più giovane premier di sempre. Invece, nel nostro “mondo al contrario”, viene ricordata per un balletto a una festa estranea ai suoi incarichi politici. Marin torna sulla scena con un memoir e un promemoria per tutte le donne e la società.
di Ludovica Fusca
Sanna Marin (Helsinki, 16 novembre 1985) è una figura politica degna di nota nel panorama internazionale degli ultimi anni, nonché meritevole di aver fatto un passo importante nella storia della Finlandia – e non solo. A trentaquattro anni diventa Prima Ministra della Finlandia. In questo ruolo si è dedicata ai diritti civili e all’ambiente, ha gestito egregiamente le difficoltà dovute alla diffusione del Covid-19 riscontrando danni contenuti e ha portato il suo paese all’interno della NATO. Marin si è da subito presentata come un punto riferimento per molte giovani donne, che hanno finalmente sentito di poter raggiungere una posizione importante. Eppure, Sanna Marin viene ricordata per un episodio non solo normale ed estraneo ai suoi incarichi politici, ma per cui un uomo non verrebbe mai contraddetto: mentre faceva festa con gli amici.
In un mondo in cui gli Epstein File vengono indisturbatamente censurati – e ancor più gravemente difesi -, una donna non trova spazio se non come oggetto da guardare e desiderare, e il caso di Sanna Marin ricorda che se una donna prova a violare le regole imposte dal patriarcato, verrà duramente rimessa al suo posto venendo colpita nel suo privato e minando la sua reputazione professionale.
Marin, a novembre, ha compiuto quarant’anni e per l’occasione ha fatto uscire un libro: il memoir dal titolo “Hope in Action: A Memoir About the Courage to Lead” (Pan Macmillan) – ancora non tradotto in italiano – racconta della sua vita e della sua provenienza da una “rainbow family”, della sua politica e dell’esperienza come leader, e della rivendicazione della propria libertà, sia di guidare un paese che di farlo senza giudizio per come impiega il suo tempo libero.
Sanna Marin ha portato la Finlandia nell’Alleanza Atlantica e ha saputo destreggiarsi nella gestione dell’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus, mantenendo trasparenza e chiarezza per arrivare all’intera cittadinanza e consentendo alla Finlandia di avere il numero più basso di morti dovuti alla pandemia e di riportare meno danni possibili. Inoltre, durante la sua leadership ha dimostrato di saper come passare dall’interesse ideale a quello concreto riguardo ai diritti civili e all’ambiente. Tuttavia, l’opinione pubblica nei suoi confronti è cambiata drasticamente in seguito alla diffusione di un video che la ritraeva mentre festeggiava e ballava con gli amici. A rendere più amara la situazione è la consapevolezza che la stessa sorte non tocca agli uomini che ricoprono incarichi di potere. La vera controversia dovrebbe, infatti, riguardare i doppi standard di cui le donne sono ancora vittime.
Le sue abilità di leadership e i suoi valori sono stati cancellati per questo fatto, elemento che fa inorridire in un mondo che si sta – negativamente – trasformando e che necessiterebbe di figure come la sua. La stessa Marin non esclude un ritorno in politica, anche se, probabilmente, non accadrà nell’immediato.
L’ex Premier ha rappresentato un simbolo per il cambiamento europeo e l’evoluzione della politica internazionale, messo in ombra dai vecchi e nocivi ideali moralistici, particolarmente severi nei confronti delle donne che superano i confini dettati dalla cultura patriarcale.
Fonte: Sanna Marin: “Ho guidato la Finlandia in tempi difficili, mi ricordano per un balletto”, di Amelia Nierenberg, d la Repubblica.
Sanna Marin, Wikipedia.
Last modified: Febbraio 5, 2026

