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Le ragioni della cittadinanza per partecipare allo sciopero generale per Gaza

Monza (lunedì, 22 settembre 2025) — L’Italia oggi scende in piazza. In tutto il paese sono previsti scioperi, cortei e manifestazioni a sostegno del popolo palestinese vittima di genocidio. Avranno luogo presidi in ottanta città, mentre la cittadinanza si ferma in segno di lotta e solidarietà. All’unisono si grida: “Blocchiamo tutto”.

di Ludovica Fusca

Di fronte al genocidio, l’Italia non si ferma, ma a gran voce urla: “Blocchiamo tutto”.

Mentre il popolo palestinese viene sterminato e Gaza ormai è ridotta in polvere, i cittadini italiani stanno partecipando allo sciopero generale. Si tratta dello strumento più radicale, che non solo esprime dissenso, ma blocca tutto, facendo sospendere il respiro del paese e del potere. È attraverso lo sciopero e le manifestazioni che sono avvenute molte rivoluzioni: il popolo si unisce per una causa comune, e ogni diritto di cui oggi godiamo è stato ottenuto grazie alla sospensione del lavoro. Quello di oggi, però, fa dei passi in più: è un atto politico che vuole la liberazione non (solo) propria, ma quella di chi i propri diritti non li ha, perché non hanno più nemmeno un’identità, cancellata dalle bombe e dal sangue.

Oggi si colpiscono direttamente gli interessi del potere, interrompendo e piegando la produzione del paese. In questo modo niente si crea, ma allo stesso tempo nulla procede.

Quando presidi, parole, libri, appelli, riunioni e manifestazioni non bastano, i corpi scendono in piazza con una forza collettiva ancora più potente. La sospensione del lavoro e i blocchi di trasporti e servizi servono per chiedere al governo uno sforzo diplomatico, mentre i cittadini si impegnano in gesti concreti, chiamati a effettuare un atto collettivo di solidarietà e dignità. In nome di questo, studenti, lavoratori e non, oggi riempiranno le piazze italiane in più di ottanta città.

Se è vero che la storia non chiama a combattere battaglie facili, è altrettanto vero che si può scegliere da che parte stare. Manifestare e scioperare sono le armi più potenti che deteniamo ora per sconfiggere l’orrore della crudeltà verso delle vittime innocenti, ed è per questo che oggi è importante partecipare in ogni grande e piccola forma. È il modo più puro di “fare cittadinanza” universale.

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Last modified: Settembre 22, 2025
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